Green Pass Policy - Shapeme
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Green Pass Policy

Con l’entrata in vigore del decreto legge 127 del 21 settembre 2021, dal 15 ottobre scatta l’obbligo di Green Pass negli ambienti di lavoro pubblici e privati.

Cosa succede con i trattamenti a domicilio

In quanto sistema di mediazione tra clienti e terapisti, ShapeMe non è tenuta a verificare il possesso del Green Pass da parte degli operatori che collaborano in qualità di liberi professionisti. 

Tuttavia, nel caso delle prestazioni domiciliari (in cui rientrano anche i servizi ShapeMe), i clienti hanno facoltà di richiedere ai professionisti di esibire la propria certificazione e di rifiutarsi di usufruire del servizio in caso di mancato possesso del documento. 

Per ragioni di tutela del diritto alla salute e organizzative, abbiamo agito perciò su due livelli: 

  • Clienti

Ai nostri collaboratori abbiamo chiesto, per chi ne fosse provvisto, di condividere con noi la propria certificazione. Ciononostante, non essendoci un rapporto di dipendenza lavorativa, l’eventuale verifica del documento non spetta a ShapeMe. 

Per motivi di privacy, inoltre, questa informazione non è condivisa con i clienti.

Possiamo però rassicurare chi desidera usufruire dei nostri servizi che la gestione delle prenotazioni avverrà secondo logiche che faranno in modo di garantire la prestazione in assoluta sicurezza. 

Ricordiamo che il cliente ha la facoltà di richiedere all’operatore il Green Pass e di rifiutare la prestazione se questi ne è sprovvisto, ottenendo un rimborso del 100%

  • Professionisti

Per tutelare il diritto alla salute dei nostri operatori, durante il processo di prenotazione chiediamo ai clienti di indicarci il possesso o meno di Green Pass. 

Come spiegato sopra, ShapeMe non è tenuta a verificare la validità della certificazione dichiarata né è richiesto ai clienti di condividerla. 

L’informazione è però specificata nella richiesta ricevuta dai professionisti, per cui è a discrezione dei terapisti accettare o no il trattamento sulla base di quanto indicato. 

Se l’informazione fornita non dovesse essere veritiera il terapista può rifiutarsi di eseguire il trattamento: in questa circostanza non è previsto alcun rimborso.

Oltre al possesso/non possesso della certificazione, al cliente viene data la possibilità di non specificare. In questo caso il terapista può richiedere ugualmente il Green Pass e rifiutare la prestazione se il cliente ne è sprovvisto. Anche in questa circostanza non è previsto alcun rimborso per il cliente. 

In conclusione

Sappiamo che il dibattito sul Green Pass è acceso e – per qualche motivo – divisivo. 

Le scelte di ShapeMe non sono una presa di posizione politica, ma sono dettate dalla necessità di garantire l’erogazione dei servizi e di farlo mettendo la salute e la sicurezza al primo posto. 

Siamo perciò pronti a rispondere a qualsiasi dubbio o domanda relativi alla gestione delle prenotazioni e dei trattamenti in questo periodo, senza però entrare nel merito delle scelte governative. 

In caso di dubbi è possibile scriverci a assistenza@shapeme.it