Con il progressivo peggioramento della condizione relativa al deficit pubblico e invecchiamento della popolazione, il welfare statale italiano è andato riducendosi, privando i lavoratori e le loro famiglie di forme di assistenza fondamentali. Al contempo, le aziende che decidono di appoggiare accordi per offrire beni e servizi ai propri dipendenti sono in aumento. La scomparsa del ruolo assistenziale dello Stato ha, pertanto, permesso alle aziende di attivare politiche di welfare aziendale volte a garantire il benessere e la sicurezza del futuro dei singoli.

Nel vasto ecosistema del welfare aziendale rientra un po’ di tutto, dal rimborso spese all’assistenza medica per familiari, dal nido aziendale ai libri scolastici per i figli, dal dentista alla palestra, etc. Si parla sempre più di Welfare Aziendale, ma quale è concretamente il suo significato? A partire dalla sua definizione, andremo ad analizzare il fenomeno e a individuare quali sono i suoi benefici.

Per Welfare Aziendale si intende l’insieme di benefit e iniziative che le aziende dispongono ed erogano, sia per autonoma decisione che per accordo con le rappresentanze sindacali, a sostegno del reddito dei lavoratori, in modo da accrescere il benessere lavorativo e familiare al di là della retribuzione classica. Un insieme di prestazioni che oltrepassano la componente soltanto monetaria della retribuzione, al fine di sostenere e rinforzare il reddito dei dipendenti e rendere migliore la vita privata e lavorativa, per venire quindi incontro alle esigenze dei lavoratori nei campi più molteplici.

Il Welfare Aziendale non è da confondere però con un semplice meccanismo di remunerazione delle prestazioni raggiunte, ovvero, come per i premi di risultato, un surrogato della remunerazione monetaria. Un piano di welfare aziendale fa sì che politiche di Responsabilità Sociale d’Impresa e piani d’incentivazione dei dipendenti si uniscano in modo tale da ottenere più elevate e durature performance, facendo leva sulla motivazione, sull’impegno e sulla loro identificazione con gli obiettivi ed i valori dell’azienda.

Coincide con un investimento specifico che l’azienda concede con lo scopo di incrementare il benessere dei lavoratori e delle loro famiglie, generando un ritorno di valore sia per l’impresa sia per i beneficiari.

In definitiva, come si traduce il Welfare Aziendale in termini di vantaggi per l’azienda e il dipendente?

  • Responsabilità sociale del datore di lavoro;
  • Stimolo per i lavoratori a raggiungere prestazioni superiori;
  • Aumento della fiducia nell’organizzazione aziendale;
  • Incentivazione del personale;
  • Riduzione dell’assenteismo;
  • Miglioramento della Brand Reputation;
  • Aumento del potere d’acquisto;
  • Incremento della produttività aziendale;
  • Risparmio sul costo del personale;
  • Miglioramento del clima all’interno dell’azienda;
  • Aumento considerevole del benessere del lavoratore;
  • Miglior conciliazione tra vita privata e professionale.

È opportuno fare una precisazione: esiste un welfare aziendale volontario e un welfare aziendale obbligatorio. Il primo è elargito unilateralmente e volontariamente dal datore di lavoro senza alcuna costrizione legale o contrattuale; il secondo è imposto da una contrattazione sindacale.

Molteplici sono i modelli di Welfare Aziendale che possono essere realizzati da un’impresa, ma tutti puntano a far pesare meno sulla busta paga dei lavoratori quelle spese inevitabili per servizi e beni necessari. Gli aiuti che garantiscono vanno dalla sanità, all’istruzione e alla previdenza ma si rivelano fondamentali anche altri tipi di servizi, in particolar modo quelli connessi all’area ricreativa e i cosiddetti fringe benefits (beneficio accessorio).

Vediamo di seguito alcuni esempi di pacchetti di benefit:

  • Copertura di spese per esami specialistici;
  • Libri scolastici;
  • Dentista gratis per il dipendente e per la famiglia;
  • Servizi di assistenza all’infanzia;
  • Nido aziendale;
  • Rimborso per le spese di carburante;
  • Buoni per la spesa;
  • Smart working;
  • Palestra;
  • Convenzioni con i cinema;
  • Viaggi;
  • Buono da spendere in libri o attività culturali come musei e teatri;
  • Shopping-card;
  • Corsi creativi e non, dalla pittura allo yoga;
  • sconti per piscina, palestra, terme e attività legate al benessere.

Un elenco che rende lampante il motivo per cui piacciono così tanto ai lavoratori e anche alla stessa azienda,la quale vede aumentare la propria capacità di trattenere i propri  talenti, puntando sul loro livello di soddisfazione e motivazione. Per non parlare della produttività, che grazie alla conciliazione vita-lavoro aumenta di conseguenza.

In conclusione, si può ben dire che il welfare aziendale fa bene al dipendente e fa bene anche all’azienda. E’ con questa consapevolezza che ShapeMe ha deciso di offrire i suoi servizi di Benessere Aziendale a tutte quelle realtà aziendali che comprendono che un dipendente felice è anche un dipendente più produttivo. Scopri i nostri servizi.

 

fonti

http://www.copernicomilano.it/magazine/welfare-aziendale-come-migliorare-il-clima-lavorativo-e-mantenere-i-talenti/

https://www.gema.it/blog/gestione-e-sviluppo-risorse-umane/significato-welfare-aziendale-quello-azienda-puo-fare-per-lavoratore/

http://www.terasoft.it/terablog/cos-%C3%A8-il-welfare-aziendale.html

Scritto da:
Francesca Petrachi
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