La mindfulness, l’adattamento occidentale di uno degli insegnamenti fondamentali dell’antica psicologia buddhista, ha visto negli ultimi vent’anni una crescita esponenziale dell’interesse verso di essa da parte di giornali e riviste. Interesse che ha determinato la sua introduzione all’interno di contesti differenti, tra cui il luogo di lavoro, la sanità e l’istruzione. Ma vediamo di cosa si tratta!

La mindfulness è un approccio mentale, apparentemente semplice, in grado di diminuire lo stato di sofferenza, di proteggere e conservare il benessere ottenuto, nonché una forma di approccio che aiuta a disporre le basi per un cambiamento personale positivo. Si tratta di un processo psicologico che può trasformare e migliorare il modo in cui reagiamo alle inevitabili difficoltà della vita, anche allo stress e alle sfide quotidiane. Come? Attraverso pratiche mentali intenzionali. Ma facciamo un passo alla volta.

 

Quali sono i vantaggi?

Molte aziende, sia all’estero che in Italia, stanno introducendo la pratica di mindfulness nei loro programmi per le risorse umane. Ciò sta avendo luogo anche in molte scuole di business, che sono i luoghi di preparazione dei futuri manager.
Quali sono i motivi di questa diffusione?

 

  • Benessere emotivo, memoria e creatività

La mindfulness aiuta a proteggerci dall’esaurimento emotivo al lavoro. L’ansia, lo stress, la depressione, la stanchezza e l’irritabilità diminuiscono con la regolarità delle pratiche di meditazione. La memoria e la creatività migliorano, i tempi di reazione sono più veloci e aumenta la resistenza mentale e fisica. In definitiva, coloro che praticano questi tipi di esercizi sono più felici e più soddisfatti e sono hanno molte meno probabilità di soffrire di disturbi psicologici.

  • Prestazioni professionali

Le pratiche di mindfulness contribuiscono al miglioramento delle prestazioni professionali, ad una maggiore flessibilità e attenzione cognitiva, tutelando e diminuendo dagli errori derivanti dalle distrazioni grazie ad una maggiore attenzione da parte del dipendente.

  • Il processo decisionale

Un atteggiamento consapevole è fondamentale nell’ambiente di lavoro, poiché ci permette di essere a conoscenza di nuove informazioni in una determinata situazione. Ciò, a sua volta, ci aiuta a prendere decisioni migliori. La formazione di consapevolezza aiuta gli individui a evitare quegli errori che si verificano quando l’attenzione scompare. Inoltre valorizza l’autoregolamentazione e porta alla capacità di valutare situazioni ed eventi con maggiore calma e equanimità.

  • Turnover del personale

I dati di ricerca indicano che la consapevolezza sul posto di lavoro non solo migliora le prestazioni, ma aumenta anche il grado di attaccamento al datore di lavoro. Ciò è dimostrato dalla diminuzione della tendenza di ricercare nuovi posti di lavoro altrove.

  • Intelligenza emotiva e sociale

La consapevolezza migliora l’intelligenza emotiva ovvero la capacità di comprendere e gestire le proprie emozioni.  Ma dalla mindfulness dipendono anche le reti relazionali e la loro qualità che è spesso condizione critica per l’efficacia organizzativa. Produce frutti anche per la qualità delle relazioni, nel team, nell’azienda: genera più ascolto, più sintonia ed empatia. Il che significa proprio meno conflitti, scontri e contrapposizioni. Fattori che oltre a rendere nociva la vita delle persone nel lavoro, comportano costi elevati anche in senso economico.

  • Aumento del benessere fisico

La consapevolezza sul posto di lavoro promuove la salute fisica. La Mindfulness è in grado di ridurre drasticamente il dolore e la reazione emotiva che da esso deriva. La meditazione e la consapevolezza migliorano il controllo dello zucchero nel sangue nel diabete di tipo II.

La meditazione migliora la salute del cuore e della circolazione, riducendo la pressione sanguigna e abbassando il rischio di ipertensione. La consapevolezza riduce anche il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, e riduce la gravità se ciò si verifica.

Studi clinici dimostrano inoltre che la consapevolezza migliora l’umore e la qualità della vita per i pazienti che soffrono per malattie come la fibromialgia e il dolore alle spalle, nei disturbi funzionali cronici come l’IBS e in condizioni mediche impegnative, tra cui la sclerosi multipla e il cancro.

  • Miglioramento del funzionamento del cervello

La meditazione migliora il funzionamento del cervello. Aumenta la materia grigia nelle aree associate all’autoconsapevolezza, all’empatia, all’autocontrollo e all’attenzione. Sostituisce le parti del cervello che producono ormoni dello stress e costruisce quelle aree che sollevano l’umore e promuovono l’apprendimento. Riduce anche alcuni degli strati sottili di alcune aree del cervello che si generano naturalmente con l’invecchiamento.

Diverse sono le aziende che al loro interno inseriscono corsi e iniziative di formazione alla pratica di mindfulness nei loro programmi di risorse umane. Ciò accade poiché la “Qualità Totale” all’interno delle azienderappresenta uno degli obiettivi maggiori e ha come principale destinatario la persona che vive e lavora in Azienda.

Ed è per queste ragioni che le realtà aziendali più all’avanguardia hanno intrapreso interventi volti all’aumento del benessere aziendale.

Aziende che introducono benefit collegati al benessere, che implementano vere e proprie politiche di cura della persona. Il benessere aziendale sta divenendo un fattore fondamentaleper la motivazione e la produttività del personale.

I motivi per cui si incoraggia il benessere in azienda attraverso le pratiche di mindfulness sono numerosi, ma tutti rivolti a degli obiettivi fondamentali: migliorare le performance interne di dipendenti e collaboratori e le dinamiche interpersonali, ottimizzare le risorse personali individuali, favorire lo sviluppo e il potenziamento della concentrazione, incrementare le prestazioni, gestire lo stress e determinare le migliori condizioni lavorative.

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Fonti:
http://www.istitutomindfulness.com/mindfulness-in-azienda/
http://www.mindwork.co/what-is-workplace-mindfulness/the-research-on-mindfulness
Scritto da:
Francesca Petrachi
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