Per “tecnostress” si intende la sindrome che colpisce il 45% degli italiani a causa dell’uso smodato delle nuove tecnologie al lavoro. Nel 2007, con una sentenza della procura di Torino, il Tecnostress viene riconosciuto come vera e propria malattia professionale, che può avere effetti collaterali determinanti sulla salute fisica, mentale e sulla sfera emotiva.

I sintomi comuni ed evidenti sono: stanchezza cronica, ipertensione, difficoltà digestive, insonnia e non solo. Secondo un articolo di Mabel Bocchi pubblicato su Corriere della Sera, ora si tende a soffrire di “Information overload”. Un sovraccarico di informazioni che fa insorgere disturbi comportamentali legati ad ansia, attacchi di panico e nervosismo. A questi disturbi si aggiungono:

  • La sindrome da “multitasking”, che deriva dall’interruzione continua provocata dall’uso multiplo di tecnologie digitali che riduce la capacità di concentrazione e si ripercuote negativamente sui rapporti sociali.
  • La IAD (Internet Addiction Disorder). E’ una problematica legata all’eccessivo uso di Internet, associato a irritabilità e umore negativo quando se ne è privati;
  • La PIU (Pathological Internet Use), un disturbo ossessivo anch’esso causato dall’utilizzo di Internet, accompagnato da stress e difficoltà a scuola, lavoro, vita relazionale, fastidi fisici e alterazioni comportamentali.

L’associazione no-profit Netdipendenze ha recentemente condotto un’indagine su “Le professioni più tecnostressanti”. L’indagine è mirata a sensibilizzare l’opinione pubblica sugli effetti negativi delle nuove tecnologie e sulle patologie correlate. La maggior parte degli intervistati ha affermato di trascorrere giornalmente 9-12 ore davanti ad uno schermo, fino ad arrivare a 16-18 ore.

Quali sono le principali cause del tecnostress?

  • Gestione di troppe informazioni;
  • Utilizzo di numerosi apparecchi;
  • Fretta nell’eseguire le operazioni.

Oltre alle ripercussioni sulla salute individuale, gli effetti del tecnostress recano danni produttivi, organizzativi ed economici alle imprese. Per questo motivo, grandi aziende come Microsoft, Ferrari e Bmw, hanno deciso di introdurre misure straordinarie per i loro dipendenti. Molte aziende, infatti, offrono ai lavoratori corsi di meditazione e pratiche contemplative. Soluzioni semplici, economiche e che mirano anche a rafforzare l’empatia tra i colleghi.  Ultimi studi hanno rilevato che, dove i dipendenti hanno la possibilità di partecipare a questi corsi, l’ambiente lavorativo è meno stressato, i lavoratori più soddisfatti e vi sono meno casi di assenteismo.

Computer, smartphones e tablets: essere iperconnessi è diventato fondamentale, non solo in ufficio, ma anche nella vita privata. Ciò ha determinato la crisi delle relazioni interpersonali. La rete infatti ha il potere di creare dipendenza e di imporsi come sostituto della vita reale. E’ necessario riconnettersi con sé stessi: scriversi meno, incontrarsi e comunicare più di persona.

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Scritto da:
Silvia Precone