Mindfulness è un termine inglese che in italiano si può intendere come ‘presenza mentale’, o meglio ‘consapevolezza’. La Mindfulness è una pratica di meditazione, descritta da Jon Kabat-Zinn, uno dei pionieri di questo approccio, come “l’attitudine di prestare attenzione, ma in un modo particolare: con intenzione, al momento presente e in maniera non giudicante”.

Proprio riguardo alla Mindfulness abbiamo avuto il piacere di parlare con Giuseppe Coppolino, istruttore di Mindfulness, life coach e counselor relazionale, nonché autore del libro ‘A Mente Serena- Pillole di Minfulness per vincere lo stress’.

Gli abbiamo poste alcune domande, e queste sono le sue risposte:

– “In cosa consiste la pratica della Mindfulness?”

“La Mindfulness, a mio modesto parere, è definibile come una disciplina che ci aiuta ad allenare la nostra attenzione con lo scopo di migliorare la nostra consapevolezza. Si compone di due momenti fondamentali: la pratica formale e la pratica informale.

La pratica formale è rappresentata da esercizi di meditazione e di yoga, derivanti dalla millenaria tradizione della meditazione vipassana. La pratica informale, invece, è una serie di momenti direttamente riconducibili alla nostra quotidianità che possono essere elaborati in occasioni di pratica e consapevolezza: un pranzo, un caffè al bar, una pausa in ufficio, una passeggiata al parco, un colloquio con una persona, ma anche vestirsi, lavarsi, pulire la casa, preparare la cena. Ogni attività che solitamente svolgiamo in modo automatico e con scarsa presenza mentale assume un grande valore di pratica se rielaborata in piena consapevolezza.

Ci tengo a sottolineare che la Mindfulness non è una terapia ma un percorso di consapevolezza”.

– “Come ti sei avvicinato a questa pratica?”

“La mia storia personale nasce dalla diagnosi di una malattia cronica, il Morbo di Crohn, all’età di 16 anni. Dopo il secondo intervento, particolarmente complesso e pesante, all’età di 34 anni, iniziai a svolgere brevi e semplici esercizi di respirazione, per alleviare il dolore. Poco tempo dopo conobbi la meditazione vipassana e iniziai a praticarla con una maggiore consapevolezza del valore dell’esercizio che stavo svolgendo. La scoperta della Mindfulness arrivò come un passaggio successivamente immediato, proprio perché cercavo una pratica che fosse profondamente laica e completamente slegata da ogni credo religioso”.

– “Quali sono i benefici della Mindfulness?”

“Al di là dei benefici scientifici che la meditazione porta direttamente al nostro cervello e di conseguenza al nostro organismo ormai riconosciuti e validati da numerose ricerche, la Mindfulness consente all’individuo di fermarsi, creare uno spazio tra sé e i propri pensieri e allenare la nostra mente a restare nel momento presente, l’unico che stiamo realmente vivendo e sperimentando. Osservare i nostri pensieri e le trappole che la mente ci tende in ogni momento, ci porta a creare uno spazio tra noi e questa illusoria proiezione della realtà.

Il primo passo verso la consapevolezza sta proprio nel disidentificarsi dai nostri pensieri e osservare la realtà per ciò che semplicemente è, accogliendo sia ciò che per noi è gradevole sia ciò che è sgradevole. Non è possibile rifiutare nulla di ciò che la Vita ci sottopone, ma semplicemente imparare ad accettarlo, accoglierlo, senza giudizio e con la più ampia apertura e compassione”.

– “La Mindfulness è praticabile da chiunque?”

“Sì. A qualsiasi età. Come ho detto precedentemente, non si tratta di alcuna forma di terapia ma di un percorso all’interno di noi stessi, verso la nostra unica e individuale forma di consapevolezza”.

– “Hai qualche consiglio da dare a chi si vorrebbe avvicinare alla Mindfulness?”

“Chiedersi se stanno bene. Se la risposta è sì, allora è perfetto. Se la risposta è no, gli suggerirei di approfondire questo malessere e trasformarlo in una motivazione. Avere una forte motivazione è essenziale per praticare con costanza qualsiasi forma di allenamento. Una volta trovata questa motivazione, suggerirei di sperimentare un percorso di Mindfulness. Non sarà né semplice, né rilassante, perché per guardare dentro noi stessi ci vuole molto coraggio e molta forza, ma personalmente ritengo che sia l’unico sentiero percorribile verso la piena consapevolezza e, di conseguenza, verso la felicità“.

Dopo aver letto le risposte di Giuseppe Coppolino, le sue parole ci suggeriscono che la pratica della Mindfulness sia utile per affrontare ogni aspetto della quotidianità, da quelli felici a quelli più difficili, con una maggiore consapevolezza di sé e “a mente serena”.

Per avere ulteriori informazioni riguardo alla pratica della Mindfulness e, in particolare, su come portarla sul tuo luogo di lavoro, visita il nostro sito e scopri di più sui nostri Workshop di Mindfulness in Azienda.

Si ringrazia Giuseppe Coppolino.

Scritto da:
Martina