Il cibo è il combustibile che alimenta la produzione. Per tale ragione si potrebbe pensare che i datori di lavoro, i quali hanno come obiettivo quello di massimizzare la produttività, forniscano alla propria forza lavoro il cibo più nutriente o, almeno, il cibo più sano. Ma non sempre ciò accade, non tutti i datori di lavoro pongono le dovute attenzioni a questo argomento e non sempre ciò viene visto come un’opportunità vantaggiosa per la stessa azienda. Il posto di lavoro dovrebbe essere un luogo che promuove modelli comportamentali nuovi e regimi alimentari sani grazie a iniziative di educazione nutrizionale:con ciò non solo si potrebbe produrre un miglioramento della qualità della vita, ma anche del lavoro e del clima organizzativo con riduzione di malattie e infortuni.

Molti prendono la nutrizione per scontata; altri invece la considerano come un problema non così urgente da affrontare. Sul posto di lavoro, infatti, le principali preoccupazioni sembrano essere il salario e la sicurezza sul lavoro. I programmi di nutrizione per combattere le malattie croniche, l’obesità o la nutrizione insufficiente sono infatti in gran parte destinate alle scuole elementari e alla comunità in generale, non al luogo di lavoro.

Il segreto è comprendere che il rischio alimentare può incidere sulla capacità funzionale e lavorativa della persona, spesso ciò non è adeguatamente percepito e valutato.

Tra gli errori più comuni fanno parte un consumo calorico eccessivo, piatti monotematici, una non corretta distribuzione di nutrienti durante la giornata ed il protrarsi della sedentarietà oltre gli orari d’ufficio. Infatti spesso l’alimentazione errata pregiudica l’intera giornata, lavorativa e non, rendendo tutto molto più impegnativo, pesante e difficile da portare a termine.

Cosa dicono le ricerche?

Il rapporto “Food at Work place. Solutions for Malnutrition, Obesity and ChronicDiseases”, pubblicato nel 2005 dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), ha provato che un corretto regime dietetico influenza positivamente il livello d’attenzione, aumentando di conseguenza il rendimento lavorativo. Il rapportodichiara che una non appropriata alimentazione nei luoghi di lavoro nuoce alla salute dei lavoratori e può provocare una perdita di produttività pari al 20%. Lo stesso rapporto dimostra, inoltre, che impiegare denaro in un’alimentazione sana ed equilibrata ricade in modo positivo sul benessere psicofisico del dipendente e che questo, spesso, porta a unariduzione dei giorni di malattia e di infortunio nonché un aumento del tasso di produttività.

Troppo spesso i programmi di pasto sul posto di lavoro, agli occhi dei datori di lavoro, non rappresentano una questione rilevante ai fini del successo di un’azienda. Anzi il lavoro, anziché essere conciliante, è spesso un ostacolo alla corretta alimentazione. Le mense, se esistono, offrono regolarmente una selezione poco sana di prodotti, i distributori sono provvisti di snack non salutari, i ristoranti locali possono essere costosi o non esserci. In questo modo i lavoratori non sono in grado di consumare abbastanza calorie per eseguire il lavoro che ci si aspetta da loro. Il risultato? Molti si ammalano, prima o poi. Le conseguenze? Un colpo imponente alla produttività e alla salute.

I datori di lavoro devono capire che la scarsa nutrizione è legata all’assenteismo, alla malattia, al morale basso e ai tassi più elevati di incidenti. L’obesità, le calorie inadeguate e la carenza di ferro provocano fatica e mancanza di rapidità. I dipendenti devono capire che la loro salute, e quindi la sicurezza del lavoro, dipendono dalla corretta alimentazione.

Le imprese più grandi hanno i mezzi per fare qualche miglioramento a poco costo, come negoziare con i fornitori di alimenti per prodotti più sicuri, più sani o per offrire luoghi per rendere il pasto più rilassante e piacevole. O anche lavorare con i venditori locali, anche per fornire buoni sconto.

Tutto ciò per dimostrare come la buona nutrizione sia una buona attività e un investimento sano. Una corretta nutrizione porta a guadagni nella produttività e nel morale dei lavoratori, nella prevenzione degli incidenti e nella riduzione dei costi sanitari. Un’adeguata nutrizione sul posto di lavoro rappresenta una proposta vincente. I datori di lavoro devono capire che una buona nutrizione renderà una forza lavoro più forte e meglio attrezzata che, nel lungo periodo, renderà l’azienda più competitiva e più attraente per gli investitori.

Il servizio mensa e di ristorazione offerti dalle imprese fanno parte della categoria di benefit che contribuiscono al welfare aziendale, e rappresentano il riflesso di un’azienda ben gestita. Sul luogo di lavoro, risulta quindi indispensabile promuovere un’alimentazione valida e favorire una scelta razionale e consapevole dei menu suggeriti e dei pasti consumati durante la giornata. Per tale motivo, intraprendere un percorso di educazione alimentare, attraverso la promozione di un sano stile di vita sul luogo di lavoro, costituisce un’azione di grande importanza per il dipendente, il quale acquisita un’adeguata consapevolezza sul valore del cibo, riuscendo ogni giorno a scegliere nel modo più adeguato come nutrirsi.

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Scritto da:
Francesca Petrachi
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