Ci svegliamo e guardiamo lo smartphone per controllare la mail, le notifiche dei social. Questa attività continua magari quando stiamo facendo colazione, un po come avveniva nelle case di una volta con la lettura del giornale. Ma la cosa non si ferma lì: infatti, quando usciamo di casa per andare in ufficio, continuiamo a navigare e ad utilizzare lo smartphone piuttosto che scambiare due parole con chi ci sta accanto. In questo modo si alimenta un fenomeno di cui vi abbiamo già parlato, ovvero il phubbing.

In generale il monitoraggio continuo di notifiche e aggiornamenti, che ripetiamo quasi in loop, può essere un fattore assai importante per l’accumulo di stress. Le svariate attività, che con lo smartphone è possibile eseguire, rappresentano una fonte di distrazione continua. Ci troviamo tutti quanti coinvolti in questa spirale, e riuscire a restarne fuori diventa sempre più complicato.

Gli studi hanno infatti dimostrato che ricevere messaggi di testo o altre notifiche sul proprio smartphone fa scattare il rilascio di dopamina, un neurotrasmettitore che produce una dipendenza dallo strumento, provocando delle ripercussioni sul nostro umore. Abusare di Facebook ad esempio può causare un confronto sociale, paragonando talvolta la propria vita a quella dei propri amici. Ciò può alterare i centri di dopamina nel nostro cervello.

Per comprendere tutto ciò, citiamo un dato che sicuramente farà riflettere: secondo una recente ricerca della Apple, utilizziamo il nostro smartphone fino a 80 volte in media al giorno. Possono sembrare tante o poche, a seconda di cosa ci facciamo, ma sicuramente un’attività del genere causa delle conseguenze, mentali e fisiche.

La ricerca è stata ripresa anche dal Wall Street Journal, in un articolo del giornalista Nicholas Carr che scrive: “Dato che il cervello dipende dalla tecnologia, la ricerca suggerisce che il nostro intelletto si indebolisce.”

Riprendendo l’analisi dell’autorevole firma statunitense, sintetizziamo i principali problemi che possono venir fuori da questa pratica:

  • Avere vicino a sè lo smartphone diminuisce la potenza mentale e causa difficoltà nel risolvere dei compiti impegnativi;
  • Uno studio del 2015 pubblicato dal Journal of Experimental Psychology ha rilevato che quando il telefono delle persone squillava, in un momento in cui non potevano rispondere, la loro pressione sanguigna aumentava e il loro polso accelerava;
  • L’uso delle smartphone ci penalizza nei rapporti sociali, poichè tendiamo a realizzare delle conversazioni più superficiali e meno soddisfacenti.

In generale, lo stress tende ad accumularsi con l’incessante aumento delle richieste ambientali. Questo è il caso di chi conduce una vita d’azienda, in cui diventa necessario riuscire a limitare lo stress per svolgere al meglio i propri compiti. La sindrome da tecnostress, già affrontata da ShapeMe, è sicuramente più che mai attuale. I segnali più comuni, dalla stanchezza cronica fino alle difficoltà nel digerire il cibo o nel prendere sonno la notte, fanno parte di questo fenomeno, riconosciuto come una vera e propria malattia professionale ormai da un decennio.

Una delle pratiche più diffuse in azienda è il multi-tasking, ovvero la capacità di realizzare più attività contemporaneamente sullo stesso dispositivo o su più dispositivi. Sull’argomento ha condotto una ricerca il professore Reinecke, dell’Università di Mainz, secondo cui molti utenti sentono l’esigenza di essere sempre connessi ed informati su tutto ciò che accade sui social. Questo comporta il manifestarsi dello stress digitale nel momento in cui le persone si allontanano momentaneamente dalle attività social. Molte persone, proprio a causa della gestione costante dei profili online, si sentono fuori dal mondo se non ricevono continuamente aggiornamenti e contenuti.

Per cercare di ridurre al minimo gli effetti negativi, ci possiamo affidare a diverse soluzioni:

  • Disattivare le notifiche per app specifiche oppure utilizzare programmi che consentano di disattivarle in alcuni momenti della giornata;
  • Utilizzare dei programmi che permettano di tenere a vista il traffico giornaliero sui social network, attivando ad esempio un timer che evidenzi il tempo che ci si passa;
  • Praticare corsi di meditazione e pratiche contemplative come lo yoga e la Mindfulness, una disciplina che ci permette di allenare la nostra attenzione al fine di acquisire una maggiore consapevolezza.

Proprio quest’ultima è diventata sempre più richiesta dalle aziende e noi di ShapeMe organizziamo dei Workshop, per promuovere i benefici di quest’attività.

Se vuoi allontanare lo stress e scoprire come migliorare la capacità decisionale e di concentrazione all’interno della tua azienda, non esitare a contattarci!

Scritto da:
Dario D'Antoni