In crescita in tutto il mondo il lavoro notturno

Vi abbiamo già spiegato quanto un buon sonno sia alla base di una vita sana ed equilibrata e vi abbiamo fornito, “5 consigli per dormire meglio”. Ora vogliamo parlarvi dell’impatto negativo che le poche ore di sonno e i lavori notturni possono avere sulla nostra salute.

Sempre più persone svolgono turni di notte. Il mercato e i consumi crescenti hanno imposto questi ritmi. Ma non è ancora sufficiente, e la tendenza è in continua crescita. Basti pensare che quasi il 20% dei lavoratori europei lavora di notte, mentre solo 10 anni fa era il 10%. E’ un fenomeno che riguarda più o meno tutto il mondo. Nel Regno Unito, ad esempio, il numero di lavoratori notturni è cresciuto di oltre 250.000 unità negli ultimi 5 anni.


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E’ la nostra salute a essere in gioco

Lavorare di notte rappresenta uno sforzo estremo per il nostro corpo e non si adatta al concetto di corretto stile di vita. Il nostro orologio biologico ne è stravolto. Durante le ore notturne, infatti, il cervello è forzato a essere attivo, quando invece sarebbe predisposto a fermarsi e riposare. Molti ricercatori hanno iniziato a collegare la mancanza di sonno a un aumentato rischio di malattie e di mortalità. Si è osservato infatti che chi dorme meno di sei ore a notte, a lungo andare, registra un rischio di mortalità superiore del 13% rispetto a chi dorme dalle sette alle nove ore.

Uno studio portato a termine nel 1988 dall’ “American Journal Preventive Medicine“, ha analizzato, per un periodo di ventidue anni, lo stato di salute di chi fa turni di notte. L’indagine ha messo in luce che, il lavoro notturno, anche se svolto per un periodo limitato di tempo, ad esempio 5 anni, accresce il rischio di malattie cardiovascolari con un incremento dei casi di mortalità pari all’11%. E per le donne non va meglio. Sempre secondo lo stesso studio, quelle che avevano lavorato di notte per oltre 15 anni, riportavano un rischio di morte per malattie cardiovascolari superiore del 23%.


Il problema dei dispositivi elettronici

Altro elemento di disturbo per il nostro riposo è l’uso smodato dei dispositivi elettronici. Strumenti utilissimi nella vita e nel lavoro, spesso ci costringono a non “staccare mai”. Forse proprio voi, vi riconoscete nell’atteggiamento di chi, al rientro a casa, si rimette al computer per completare qualcosa di incompiuto. Poi, andando a letto, appoggia lo Smartphone sul comodino e ne occhieggia di tanto in tanto lo schermo o, peggio, passa il tempo del relax prima di addormentarsi, a controllare la posta, a guardare video o a chattare sui social.

Sono cattive abitudini che impediscono un riposo tranquillo riducendo le ore di una dormita senza stress. Tenete presente quindi che i problemi del sonno e le conseguenze negative sulla salute, non riguardano solo i lavoratori notturni, ma anche tutti coloro che hanno un rapporto poco equilibrato col loro lavoro e non riescono a staccare al termine della giornata. Riguarda anche, chi non riesce a controllare l’uso dei dispositivi elettronici rimanendo connesso 24 ore su 24 e utilizzandoli in modo scorretto.

Numerosi sono infatti gli studi e le ricerche correlate, che hanno rivelato come la lettura serale su dispositivi elettronici, Tablet o Smartphone, possa compromettere un adeguato riposo. Per questo dopo il lavoro potreste cercate di staccare totalmente e dedicarvi ad attività diverse e rilassanti. Anzi che affannarvi la sera, svegliatevi un po’ prima la mattina se avete del lavoro da finire. In questo modo vi assicurerete un sonno riposante e avrete più energia per svolgere le vostre attività il giorno dopo.


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Traduzione e adattamento articolo del Global Wellness Institute

Scritto da:
Chiara Fanti