Quante volte succede di sentirsi sopraffatti dalle mille cose da fare, dalle scadenze o da consegne che sembrano infinite? Quante volte invece durante le ore in ufficio si fa fatica per via dello stress o delle preoccupazioni legate alla propria vita privata o viceversa? Potrà sembrare assurdo, ma diversi studi hanno dimostrato che in 8 ore passate in ufficio, quelle effettivamente lavorate corrispondono in media a circa i due terzi. Questo accade in parte per le ragioni descritte sopra (stress, ansia, stanchezza, distrazioni), in parte perché ci si sente poco legati all’azienda o si crede poco nei valori promossi e nel proprio ruolo all’interno della realtà aziendale.

Quali sono le conseguenze, però, di una scarsa produttività, dal punto di vista del lavoratore?

Uno dei primi rischi è quello di procrastinare le attività fino all’ultimo minuto possibile, creando una situazione di tensione che aumenta man mano che si avvicina il momento della consegna prevista. La pressione auto-imposta può generare uno stato di malessere che permane anche dopo le ore lavorative, soprattutto quando la persona sta già vivendo un momento di stress fuori o dentro l’ufficio.

La mancanza di produttività può essere sintomo di altri tipi di malessere che, come spiegato sopra, possono essere acuiti proprio dalla stessa mancanza produttività. Se ad esempio si è infelici sul luogo di lavoro per via di tensioni con il capo o con i colleghi, può capitare che si faccia fatica a concentrarsi e a completare le attività, innescando un circolo vizioso: non riesco a lavorare perché non sto bene a lavoro, ma il non lavorare bene mi porta a non essere felice sul lavoro.

Quando la non-produttività è legata all’insoddisfazione della persona rispetto al ruolo ricoperto o al compenso, può generare una sorta di apatia, che porta a una fase di stasi e di non miglioramento delle proprie capacità, rendendo più difficile anche la ricerca di una nuova occupazione o diminuisce l’autostima rispetto alla possibilità, eventualmente, di essere selezionati in un’altra azienda.

Imparare ad essere produttivi è uno dei segreti per vivere bene sul luogo di lavoro, migliorare la propria autostima, allontanare lo stress e aumentare la propria serenità emotiva in ufficio e a casa.

Ma da dove cominciare?

C’è un filo conduttore che lega gli esempi fatti sopra, ovvero la mancanza di benessere: è ormai risaputo (e dimostrato) che essere infelici condiziona la salute e altera tutte le abitudini di vita, comprese quelle lavorative. Per cambiare lo stato di cose occorre trovare un modo di invertire la rotta, un qualcosa che aiuti ad allontanare la negatività, qualcosa come… un massaggio!


Come può un massaggio migliorare la produttività sul lavoro?


Questa è di sicuro la prima domanda che viene a questo punto della lettura. Sembrano infatti due attività sconnesse: da un lato il computer e la scrivania, dall’altro il lettino e il relax. Il punto di incontro invece c’è, eccome: basti pensare a tutti i benefici fisici e mentali garantiti dai massaggi, che contribuiscono migliorare il benessere e la salute delle persone.

Ecco nello specifico di cosa stiamo parlando:

1. I massaggi riducono i livelli di stress

Concedersi un massaggio, soprattutto se con regolarità, permette di diminuire il livello di cortisolo (comunemente conosciuto come “ormone dello stress“) presente nell’organismo. Meno cortisolo significa più energia da spendere nelle attività lavorative e private, ma non solo: essere meno stressati aiuta a interagire meglio anche con gli altri e, se si migliora il rapporto con i colleghi, anche l’ambiente lavorativo ne gioverà.

2. Il massaggio aiuta a conoscere se stessi

È così: i massaggi permettono di avere consapevolezza di come il sistema nervoso risponde a stimoli piacevoli o negativi. Conoscere e riconoscere gli input positivi o stressanti è ciò che permette di non sentirsene sopraffatti e di rispondere in modo appropriato. Questo vale anche nel lavoro: una persona rilassata ha una maggiore capacità di analisi e affronta con consapevolezza le attività.

3. I massaggi migliorano la postura

Dal mal di schiena alla cervicale, dal mal di testa alla Sindrome del Tech Neck: le troppe ore passate alla scrivania possono influire anche sullo stato fisico della persona, compromettendone anche la serenità emotiva. Sia in caso di vita sedentaria che non, i massaggi sciolgono le tensioni e le contratture muscolari, rilassando il corpo e la mente.

4. I massaggi migliorano la qualità del sonno

Se il riposo non è sufficiente si va incontro a problematiche mentali e fisiche che condizionano fortemente ogni aspetto della quotidianità. Al contrario, dormire bene incrementa le capacità decisionali, rende lucidi e pronti e garantisce la giusta energia per affrontare la giornata. Grazie alle proprietà rilassanti i massaggi allontanano tensioni e preoccupazioni che troppo spesso sono alla base di disturbi come l’insonnia.

5. I massaggi migliorano il sistema immunitario e digerente

L’essere sempre sottoposti a periodi stressanti causa disturbi digerente e indebolisce la capacità dell’organismo di rispondere alle minacce causate da agenti esterni. In altre parole: si sta male fisicamente. Grazie ai massaggi si inverte la rotta, abituando il corpo a reagire e dandogli l’energia di cui ha bisogno per rispondere agli stimoli.


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