Come affrontare la fine del lockdown e il ritorno alla socialità?

Ormai il lockdown è finito (speriamo per sempre ) e la voglia di ricominciare a vivere è tanta.

Quanti di voi stanno riempiendo l’agenda con appuntamenti e aperitivi con gli amici, ora che finalmente è possibile uscire di casa? 

In un modo o nell’altro, ognuno di noi sta cercando di recuperare il tempo di svago che il lockdown gli ha impedito, ma molte persone hanno riscontrato delle difficoltà nel riprendere a pieno ritmo la socialità, facendo esperienza di ricorrenti episodi di ansia sociale. 

Con la fine del lockdown si tende a voler riprendere la vita sociale dove si era lasciata e, sentendoci in dovere di partecipare a tutti gli eventi sociali, quella routine costruita durante il periodo di chiusura viene trascurata.

Questo comportamento è fonte di stress emotivo e disagio psicologico. 

 “Oggi che è possibile ricominciare a scegliere cosa fare, vedere le persone sui social – anche se non ti senti pronto a uscire o ti va bene questo genere di vita – sono sicura possa causare molto stress emotivoafferma Shannon O’Neill, psicologa del Mount Sinai

Ricordiamoci che riprendere i ritmi “normali” pre- pandemici, possono provocare in noi uno stress psico-fisico molto importante, perché sia il corpo che la mente hanno bisogno di ri- abituarsi ad uscire dalla propria comfort zone in modo graduale.

Anche se la voglia di tornare a socializzare è tanta, è importante non pianificare troppi impegni, per evitare di generare in noi un eccessivo disagio psicologico.

Ma perché abbiamo questa forte necessità di recuperare il tempo perso, riempiendoci di impegni con l’ansia di dover fare tutto?
Questa tendenza di ritorno alla socializzazione quasi eccessiva, viene espressa con il termine FOMO.

La paura di essere esclusi: la nuova ansia sociale

L’espressione Fear of missing out (FOMO) designa l’ansia sociale di perdersi un’esperienza emozionante e interessante, insieme alla sensazione che gli altri conducano una vita migliore e più appagante della nostra. 

La FOMO nasce soprattutto per il l’eccessivo periodo di tempo che trascorriamo online: uno studio scientifico rivela che gli italiani trascorrono circa 6 ore al giorno sul web. 

Da una parte la tecnologia è stata fondamentale per mantenere i contatti in sicurezza durante il lockdown, permettendoci di non trascorrere in solitudine l’isolamento sociale.  Dall’altra, in prossimità della fine del lockdown, la paura di essere tagliati fuori dal mondo e perdersi gli eventi sociali è aumentata.

Soprattutto con l’aumento dell’uso di social media, le persone sono spesso intrappolate nella sensazione che gli altri stiano vivendo una vita migliore della propria. 
Cerchiamo di capire come questo disagio psicologico si sia modificato prima e dopo l’avvento del COVID-19.

Da cosa è generato questo disagio psicologico?

La FOMO è una sensazione che deriva dall’essere esposti a informazioni attraverso i social media di attività offline, ovvero che avvengono nella vita reale. 

In altre parole, gli individui sperimentano la FOMO attraverso strumenti digitali che li informano di esperienze che si svolgono nel mondo fisico.

Ad esempio, le foto di Facebook o le storie di Instagram che riflettono i momenti gioiosi di viaggio, festa o divertimento di altri a un festival musicale possono attivare la FOMO per coloro che sono spettatori e non possono partecipare alle attività.

Con la fine del lockdown e l’impossibilità di trovarsi o di viaggiare, si può ancora parlare di FOMO? 

Assolutamente sì, anzi.

Alcuni studi rivelano che durante il lockdown, anche quando siamo stati obbligati a rimanere chiusi in casa, le persone hanno continuato a sperimentare la FOMO. 

Durante questo periodo, c’è stato un grande cambiamento nel tipo e nella quantità di informazioni digitali consumate dagli individui. 

Alcuni risultati mostrano che la FOMO è stata comunemente sperimentata a causa della difficoltà di mettersi al passo con i contenuti dei social media in tempo reale:  post e i video di altri, i film e le serie appena usciti su piattaforme come Netflix e gli incontri virtuali con la famiglia e amici.

Quindi, c’è stato un adattamento della FOMO, passando da elementi della vita off-line a quella on-line sia nel primo che nel secondo picco della pandemia. 

A causa dell’esperienza della FOMO, le persone riferiscono di stare svegli la notte più tardi del solito si ripete a causa del desiderio di recuperare le notizie sui social e questo comportamento che si traduce in privazione del sonno, difficoltà a concentrarsi e godersi il momento, nonché una minore motivazione ad adempiere alle responsabilità quotidiane.

Ti capita spesso di procrastinare l’orario in cui vai a dormire per trascorrere più tempo sui social? Forse potrebbe interessarti: →  Procrastinazione del sonno: cos’è e come combatterla

Le conseguenze della FOMO?

Oltre a tutto il tempo che le persone che soffrono di FOMO trascorrono sui social network, la Fear of missing out può anche portare a disagi psicologici e fisici concreti come: 

  1. Disturbi della concentrazione
  2. Irrequietezza interiore
  3. Stato d’animo depressivo
  4. Stress
  5. Problemi d’insonnia
  6. Disturbi psicosomatici (mal di testa, sudorazione, ecc.)

Lavori più recenti rivelano che la FOMO può anche togliere la gioia da un momento e può portare le persone a riferire una minore soddisfazione per l’esperienza che si sta vivendo.

Come combattere questo stress emotivo:

La FOMO altro non è che una forma di insicurezza: lavorare su se stessi e sulla propria autostima potrebbe aiutare a risolvere il problema. 

Se notate che soffrite di FOMO, anche rivolgersi ad uno psicologo potrebbe essere una buona idea.

Se la paura di essere tagliati fuori nasce dall’uso eccessivo di tecnologia e social network quindi per guarire serve ripristinare un rapporto equilibrato con questi ultimi.  

Ecco alcuni consigli utili per ristabilire questo equilibrio:

1. Digital Detox: come aiuto immediato potete scaricare un’applicazione che controlla e limita l’uso complessivo dei social media o dello smartphone.

2. Accettazione: cercate di spostare l’attenzione dagli altri su voi stessi. Non sempre possiamo avere tutto, meglio concentrarsi su quello che si ha.  

3. Amicizie: prendetevi del tempo per coltivare amicizie e relazioni nella vita reale. Invece di scorrere pagine social per ore la sera, focalizzatevi sulle relazioni che coltivate offline. 

4. Consapevolezza: chi vive nella paura di perdere qualcosa non è mentalmente presente, ma è come se vivesse nel passato. È stato a lungo dimostrato che le pratiche di meditazione e consapevolezza migliorano il benessere soggettivo orientando gli individui verso il momento presente. Vuoi sapere come vivere con più consapevolezza il presente? Forse potrebbe interessarti: https://www.shapeme.it/blog/cose-la-mindfulness/

Ansia sociale: due parole conclusive

Abbiamo compreso che la FOMO con la pandemia non è scomparsa, anzi si è acuita, trasformandosi in ansia sociale “virtuale”, ovvero sperimentata su attività che avvengono nel mondo digitale.

Con la fine del lockdown, la FOMO è ritornata alle sue vesti originarie, traducendosi nella necessità di partecipare a tutti gli eventi sociali.

Sebbene si cerchi di recuperare il tempo perso dovuto alla mancanza di scelta di socialità, cerchiamo di rispettare le nostre nuove abitudini e i nostri ritmi, senza sentirci in continua competizione con la vita degli altri. 

Ultimamente è nata una controdenza della FOMO, ovvero la JOMO acronimo per “the joy of missing out”, che descrive la capacità di focalizzarsi sul momento presente e sui momenti off-line. 

In realtà con la JOMO si è piuttosto orientati a trovare l’equilibrio e ad adottare un approccio responsabile verso il mondo digitale, evitando di andare incontro al continuo stress  derivato dal confronto con gli altri.

È molto importante ricordarsi che per vivere una vita appagata e soddisfacente bisogna stare attenti ai propri bisogni, focalizzandosi su quello che si è raggiunto piuttosto che su quello che non funziona!

Scritto da:
Arianna Herrera