Cosa ci rende davvero felici? Se ognuno di noi si mettesse a cercare nella propria memoria ciò che davvero lo ha reso felice nel corso della propria vita, si accorgerebbe che è nelle esperienze che ha raggiunto i maggiori attimi di serenità. Tra queste ritroviamo sicuramente i viaggi.

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Tutto ciò è riconducibile al gene ADRA2B, che ‘collabora’ al rilascio di neurotrasmettitori che incidono sul meccanismo della memoria emozionale. Per questo motivo e grazie a questo gene, esperienze come, appunto, i viaggi, vengono ricordate con maggiori dettagli e maggiore chiarezza rispetto a eventi che non danno forti emozioni. 

I viaggi fanno bene, lo dice la psicologia.

William Maddux, nel suo studio sulla creatività umana ,spiega come viaggiare sia fondamentale per migliorare il nostro benessere

Le ragioni sono molteplici, tra le più importanti:

Migliora le nostre capacità di problem solving

Dalla scelta della meta, alla pianificazione dell’itinerario, all’acquisto dei biglietti, fino alla partenza vera e propria. In questo senso il viaggio  rappresenta una delle attività di decision making per eccellenza, che ci permette di sviluppare le nostre capacità organizzative e di problem solving.

Migliora la nostra autostima:

Viaggiare, specialmente da soli,  migliora la percezione di noi stessi e appunto la nostra autostima.

Viaggiare da soli aiuta le persone ad aumentare la sensazione di avere maggiore controllo sulle proprie vite e sulle proprie azioni. Viaggiare da soli stimola anche la riflessione e aiuta nella scoperta di sé”,

sostiene la professoressa Constanza Bianchi della Queensland University of Technology. Inoltre seguire i propri ritmi senza doversi adattare a quelli degli altri, ci da una nuova sensazione di libertà.

Riduce lo stress

Il viaggio permette al corpo e alla mente di liberarsi dalle negatività che influenzano il benessere sia fisico che mentale.

Stimola la creatività

Uno studio del professore della Columbia Business School Adam Galinsky dimostra come ci sia una stretta correlazione fra creatività e viaggi, connessa alla flessibilità cognitiva di ogni individuo, ovvero la capacità della mente di saltare fra idee diverse, una componente chiave della creatività appunto.

Migliora la nostra personalità

Sulla base di una ricerca condotta a livello europeo dal neuropsicologo e professore del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Zurigo, Lutz Jäncke, i ricordi di viaggio sono fondamentali quando si tratta di plasmare la nostra personalità ed esiste una stretta relazione fra questa e il grado di benessere che proviamo in un determinato luogo.

Arricchisce il nostro bagaglio culturale

Viaggiare permette di conoscere nuovi luoghi e nuove culture. La nostra mente collega e compara queste alle nostre esperienze di vita quotidiana, creando la cosiddetta “memoria ambientale” dei luoghi, che si collega poi alla memoria emozionale e al ricordo dell’esperienza.

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Insomma è universalmente e scientificamente riconosciuto che viaggiare è una attività che migliora la nostra salute mentale. L’antidoto perfetto al lavoro sedentario e alla monotonia della quotidianità, oltre che un investimento per il lavoro, che aumenta la nostra autostima e permette di affrontare i problemi con fiducia massima. 

L’unica controindicazione è il ritorno alla quotidianità dopo un viaggio, che causa ansia e può intaccare il nostro benessere. Niente paura, seguendo alcuni accorgimenti, come fare attività fisica o prenotare un massaggio, lo stress da rientro può essere superato!

Il nostro consiglio è, quindi, quello di investire su se stessi, sfruttando il proprio tempo libero per fare le valigie e partire!  

 

Scritto da:
Elisabetta Pasquale